Previsioni Meteo a lungo termine: dai modelli scenari invernali per la seconda metà di Marzo

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Previsioni Meteo – Nelle ultime corse i modelli matematici stanno presentando degli scenari davvero invernali per il Mediterraneo centrale e Italia per appena dopo metà mese. Sin da ieri, i maggiori centri di calcolo, sia l’europeo ECMWF che l’americano GFS, ipotizzano, nelle loro corse principali, un blocco atlantico da manuale, con alta pressione, nei giorni…

Previsioni Meteo – Nelle ultime corse i modelli matematici stanno presentando degli scenari davvero invernali per il Mediterraneo centrale e Italia per appena dopo metà mese. Sin da ieri, i maggiori centri di calcolo, sia l’europeo ECMWF che l’americano GFS, ipotizzano, nelle loro corse principali, un blocco atlantico da manuale, con alta pressione, nei giorni precedenti estesa a gran parte dei settori centro-meridionali europei e del Mediterraneo, in sollevamento meridiano tra l’Oceano e l’Ovest Europa con radice ben salda in prossimità della Spagna. In presenza di un tale assetto barico, ci sarebbe poco da equivocare, con irruzione di correnti fredde provenienti direttamente dal Circolo Polare Artico verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, in grado di portare una fase dichiaratamente invernale con sensibile calo termico, freddo pronunciato e nevicate fino a bassa quota in lungo e in largo sulla penisola.

Il fatto che una tendenza abbastanza simile sia vista dai maggiori centri di calcolo mondiali, nell’immagine in evidenza il prospetto barico intorno al 17-18 marzo proposto dal modello americano GFS, mentre, nella prima immagine in articolo, l’evoluzione, non molto dissimile, vista dal modello del centro di Reading, induce certamente a prendere in considerazione una evoluzione del genere.

Tuttavia, l’evoluzione è a circa 10 giorni, per cui l’enorme distanza temporale non depone certo per un’affidabilità significativa. Si tratta perlopiù di uno scenario possibile ma, a ora, non si può dare a esso una percentuale di credibilità superiore al 20%. Intanto, però, dando uno sguardo a quanto accade in stratosfera, sezione atmosferica che, come abbiamo evidenziato in altre sedi, non ha mostrato sino a ora grosse predisposizioni a taglienti fasi perturbate, ancorchè fredde verso il Mediterraneo centrale, notiamo, anche in questo caso dagli ultimissimi aggiornamenti, che qualcosa più predisponente un’azione instabile verso le medie e basse latitudini, sembrerebbe muoversi anche lì.

Proprio nell’aggiornamento odierno, infatti, rileviamo, in sede stratosferica, che la circolazione zonale, piuttosto pimpante in tutto questo inverno, subirebbe un più evidente calo a cavallo tra la fine della seconda decade e verso l’inizio della terza. Segnale, questo, indicante un Vortice Polare, a quei livelli atmosferici,  meno forte, o perlomeno in misura minore di quanto lo è stato per tutto l’inverno.

Un rilassamento del Vortice Polare più a livello del suolo, lo abbiamo già verificato da qualche giorno a questa parte, e ciò per ragioni tutte legate alla circolazione troposferica, grazie soprattutto a una maggiore influenza della radiazione solare, e se a questo si aggiunge anche un VPS meno forte, effettivamente condizioni per ritorno di fasi instabili o anche perturbate, dopo il breve intermezzo anticiclonico prossimo, ci sarebbero tutte.

Non sarebbe, quindi, escluso anche un’azione meridiana di tipo schiettamente invernale come stanno proponendo i maggiori centri di calcolo, dopo metà mese e per qualche giorno a seguire. Tuttavia, da parte nostra, rileviamo che, almeno per il momento, non ci sarebbe un grosso favore in questo senso da parte delle SST atlantiche, non ancora modellate per un blocco serio alla circolazione zonale. Per di più, non ci sarebbe tanto favore, ancora, anche da parte delle anomalie termiche e bariche in sede Nord Pacifica, rappresentate dall’indice PNA, terza immagine, il cui segno tendenziale sarebbe in territorio abbastanza negativo anche per tutta la seconda decade di marzo.

Da questi rilievi appena fatti, sarebbe da ipotizzare un tipo tempo, per dopo metà mese, con buona probabilità comunque  incline al peggioramento e anche diffuso sul territorio italiano, ma con una barica meno fredda. L’ipotesi alternativa, infatti, sarebbe quella rappresentata nella simulazione barica da noi elaborata, ultima immagine, con cavo depressionario in  affondo più a Ovest, anziché più centrale su Mediterraneo, magari tendente progressivamente ad accentrarsi sul nostro bacino,  e flussi perturbati che dalle Baleari, Nord Africa, raggiungerebbero la penisola italiana apportando piogge diffuse, ma in un contesto più mite. Magari azioni più fredde potrebbero intervenire nel corso della terza decade del mese e inizio Aprile, stando sempre ai “dati teleconnettivi” da noi esaminati. Ma naturalmente resta molto aperta a tutti i possibili scenari, l’evoluzione da dopo metà mese e, in riferimento a essa, la redazione di MeteoWeb apporterà quotidiani aggiornamenti.

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